sabato 30 luglio 2011

Il processo e' fermo.
Ci sono le ferie.
Sono stanca, arrabbiata, delusa.
Io rivoglio Stefano.
Rivoglio mio fratello. Rivoglio il suo sorriso, le sue pazzie, i suoi problemi, le sue angosce, rivoglio i suoi dolori ed i suoi tradimenti....
Rivoglio mio fratello e ed il figlio dei miei genitori.
Lo rivoglio e basta! Pacchetto completo di tutto!! Nel bene e nel male!
La Giustizia.
Ma quale giustizia? Ce l'ha portato via uccidendolo in modo atroce, lento, spietato ed inesorabile.
La giustizia lo ha ignorato. Giudice e pm non lo hanno nemmeno guardato in faccia.
Non ricordano, loro, ma noi si.
Albanese senza fissa dimora. Questo per loro era Stefano. Albanese senza fissa dimora.
Stava male e si è persino scusato.
Nessuno se ne è accorto, nessuno.
Nessuno ricorda, della giustizia, nessuno.
Pestato dentro il tribunale di Roma. Questa è la Giustizia.
Carcerato abbandonato al suo destino di sofferenze atroci ed in solitudine fino alla morte.
Ma il giudice della convalida d'arresto non ricorda e sbaglia al processo il giorno della nostra disperata richiesta di poterlo vedere.
Non ricorda il Giudice, non ricorda Stefano, non lo ricorda nemmeno il pubblico Ministero.
Stefano in Tribunale ha chiesto aiuto. E' stato ignorato, scambiato per albanese senza fissa dimora. Ucciso.
Cara signora Giustizia noi lo rivogliamo con tutti i suoi problemi, ma lo rivogliamo indietro!
Lei non aveva il diritto di trattarlo in quel modo, Lei che si vanta di essere giusta ed uguale per tutti, non ne aveva il diritto.
Ora abbiamo un processo dove tutti si occupano di lui. O fanno finta.
Ora abbiamo il processo.
Ma il ministro della Giustizia sa cosa vuol dire per noi "persone offese" questo processo?
Io mi chiedo... lo sa?!
Sa il signor Ministro quanto costa per noi questo processo?
Decine di udienze dove si discute degli "eritemi" sul viso martoriato di Stefano!?
Quando non vengono chiamati eritemi vengono definìti, nelle domande sempre uguali dei Giudici, "occhiaie". Lo sa il signor Ministro che non si possono fare domande agli specialisti chiamati per esprimersi sulle possibili complicanze delle fratture alla schiena subite da Stefano, che riguardino le valutazioni che espressero in quel momento? Quando mio fratello era vivo e poteva parlare? Non si può perché spetta ai signori consulenti del pm dire che Stefano Cucchi, su quel letto sofferente e morente, in realtà non aveva nulla se non modeste lesioni "lievi".
Lo sa il signor Ministro come ci sentiamo noi cittadini famigliari di fronte a questi mille cavilli che danno luogo più ad una rappresentazione teatrale che a quello che noi pensavamo essere un processo?!
Noi abbiamo visto partire Stefano Cucchi per il tribunale di Roma sano ed in perfette condizioni di salute e nel tribunale di Roma Stetano e' stato ucciso.
Questo noi sappiamo.
Lo sanno i famigliari tutti.
Lo sanno quelli che tutte le mattine lo vedevano correre.
Lo sanno quelli che lo hanno visto in palestra allenarsi fino all'ultimo giorno, quello dell'arresto.
Lo sa il barista del cappuccino di tutte le mattine.
Lo sa il benzinaio dove si fermava sempre.
Lo sa lo spacciatore che gli ha dato tutta quella droga che aveva.
Lo sa il prete che lo vedeva a messa tutte le mattine.
Lo sanno i carabinieri che lo hanno arrestato.
Lo sanno coloro che lo hanno pestato a morte.
Lo sanno tutti.
Solo al processo si fa finta di nulla.
Ora ci vogliono togliere pure questo bislacco ed irrispettoso processo.
Non bastava la legge che avrebbe vietato la pubblicazione di foto ed atti giudiziari, che ci avrebbe impedito di denunciare pubblicamente il caso terribile di Stefano.
Ora mi dicono che i difensori degli imputati potranno aggiungere migliaia di testimoni al processo obbligando i Giudici a distrarre la loro attenzione dagli eritemi ed occhiaie all' ascolto di tutti i testimoni a loro piacimento.
Il processo non avrà fine.estenuante e tutto a nostro carico
Io non voglio più questo terribile indegno processo, rivoglio da lei sig. Ministro la vita di mio fratello.
Se ne faccia carico perché e' la sua Giustizia che lo ha ucciso.
Altrimenti si abbia il coraggio di dire senza alcuna ipocrisia che e' giusto che sia morto perché la sua vita non valeva nulla .
Questo e' successo e questo e' ciò che ci viene riservato
Con rispetto
Ilaria cucchi

10 commenti:

  1. Non sei sola Ilaria! ricordalo sempre, anche quando sei stanca e sfiduciata.
    Nessuno può ridarvi Stefano, che in tutto questo tempo è diventato anche un po'nostro fratello, ma sappi che sei compresa e che il tuo dolore è condiviso.
    Un abbraccio. Sara

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  2. Resisti Ilaria, la vita di tuo fratello vale tantissimo, come solo tu puoi testimoniarlo. Resisti, tante persone sanno di Stefano e in tanti vorremmo giustizia. Resisti...
    giò

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  3. Come ai processi per stupro, la difesa vuole ribaltare la situazione, Una vera vergogna e questa è InGiustizia.

    Coraggio andate avanti, non mollate siamo con Voi

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  4. Ciao Ilaria. In tanti, tantissimi, vogliamo Giustizia per nostro fratello Stefano... non mollare, resisti! Noi vogliamo tutti giustizia e siamo pronti a scendere in piazza per dire che noi ci siamo sempre, non molliamo, e sorvegliamo... Ciao Ilaria. Un abbraccio. Mauro.

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  5. I carabinieri, i poliziotti penitenziari, i medici e tutti coloro che sono coinvolti, al servizio dello STATO... si guardino allo specchio... si guardino dentro... se dentro hanno qualcosa! Viva la Giustizia! Arriverà...

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  6. questo brano è dedicato alla memoria di tutti e alla vita spezzata di stefano cucchi ucciso dalla barbarie di chi avrebbe dovuto curarlo, custodirlo tutelarlo;
    Z I T T O Z I T T O
    http://www.youtube.com/watch?v=e5VsABRyUMw

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  7. gentile signora ilaria, l'italia è il paese con più ricorsi in corte europea per errori giudiziari - io credo che andandocene da questa pseudo nazione troveremmo più cordoglio e umanità tra chi non capisce neanche la nostra lingua; bastano sguardi per capirsi tra esseri UMANI. non sprechi la sua voce e la sua dignità a imprecare contro la giustizia di "uomini" che per decine di migliaia di euro al mese si scordano di suo fratello. Non riescono a dire la vergogna che come cittadino provo per come vi stanno trattando e il disgusto che mi prende per l'indecenza di questa vicenda. nemmeno so perché me ne sto ancora qua . . . chiuda il blog, faccia le valige. ci dia l'esempio andandosene via: forse troveremo il coraggio di seguirla. davide

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  8. Ciao Davide... dalle tue righe traspare la stessa nostra sensazione di vergogna del paese in cui siamo nati e la stessa tristezza, lo stesso rammarico per come hanno trattato Stefano e, soprattutto, come stanno trattando ancora NOI e i cari di Stefano (la sorella per prima). Noi anche siamo SCHIFATI ed INDIGNATI ma non possiamo scappare come dici tu, non è giusto, è troppo facile, certo, anche per me è il primo pensiero... ma ragiona... non è giusto... questo è il nostro paese e dobbiamo riprendercelo... almeno proviamoci. Non molliamo... resistere, RESISTERE. Un saluto. Ciao a te e ciao ILARIA. Mauro.

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  9. Se anche si fosse trattato di (un cittadino) "albanese senza fissa dimora" si sarebbe comunque trattato di una vita umana stroncata da una inciviltà imperdonabili ....
    La gravità di quello che è accaduto - soprattutto se a farlo sono uomini dello stato (s minuscola) - non è direttamente proporzionale alla nazionalità della vittima......
    Un italiano non vale di più di un cittadino di un altro Stato...
    La vita umana è la vita umana, nessuno ha il diritto di annientarla!
    Un abbraccio alla famiglia Cucchi e a tutti coloro i quali si sono visti calpestare i propri diritti da coloro i quali avrebbero avuto il compito di tutelarli...
    Michela Marucci

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  10. Un abbraccio... Forte... Stefano è vivo nei miei pensieri... La rabbia, pure....

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